EPILESSA E SORDITA'

EPILESSIA

l termine epilessia deriva dal greco e significa "essere colto di sorpresa".

 

L'epilessia si manifesta infatti con una crisi improvvisa, caratterizzata da spasmi muscolari, perdita di equilibrio e conoscenza. Il normale funzionamento del cervello prevede il passaggio di milioni di segnali chimici ed elettrici dal cervello verso il corpo per permettere il corretto svolgimento di qualsiasi funzione.

 

La crisi epilettica avviene quando l'abnorme numero di messaggi inviati contemporaneamente dal cervello al corpo, causa l'attività involontaria dei muscoli dando luogo alla crisi.

 

L'epilessia quindi non è una malattia, ma piuttosto un sintomo di un disturbo del cervello con molteplici cause quali: traumi cranici, ipoglicemia, tumori, shunt porto sistemico e persino vaccinazioni ed alimentazione.

 

Solitamente i problemi sono suddivisi in:

 

  • natura metabolica quali disfunzioni renali, del fegato, ipoglicemia (Reactive epilepsy);
  • neoplasie, infarto o altre cause traumatiche, ma anche forte strapazzo fisico e grande paura (Epilessia secondaria);
  • cause sconosciute (Epilessia primaria anche detta idiopatica).

 

La diagnosi di quest'ultima avviene per eliminazione dei primi due tipi.

 

Sappiamo che l'epilessia può essere trasmessa geneticamente, ma né sappiamo come questo avviene, né sappiamo cosa sia differente tra un cervello normale ed il cervello di un soggetto affetto da epilessia di origine ereditaria.

 

 

L'IMPORTANZA DI UNA INFORMAZIONE CORRETTA

 

L'unica possibile difesa a disposizione dell'allevatore eticamente corretto, potrebbe venire dalla conoscenza di quei soggetti ufficialmente dichiarati epilettici (con diagnosi da parte di un veterinario) e conseguente analisi dei pedigree.

 

Difatti, se la scienza non riesce ancora a riconoscere la modalità di trasmissione dell'epilessia ("La modalità con la quale si trasmette l'epilessia nel Border Collie è tutt'ora sconosciuta"; Petterson nel 2007 ipotizza una trasmissione di carattere poligenico) è anche (ma non solo) per la scarsità di dati disponibili che aiuterebbero a riconoscere l'andamento con il quale questa grave condizione si trasmette.

 

Attualmente tra le varie ipotesi avanzate dai ricercatori, non è ipotizzata la modalità a carattere dominante, ovvero quella attraverso la quale uno dei due genitori, potrebbe da solo trasmettere l'epilessia (come qualsiasi altro problema): ciò renderebbe infinitamente più facile eliminarla dalle proprie linee.

 

Attualmente ricerca scientifica e pratica ci fanno ipotizzare che entrambi i genitori (in quantità uguali o diverse, con uno o più geni) concorrono a trasmettere quantitativamente il problema; vale a dire che se per avere un soggetto epilettico occorresse un ipotetica cifra di 20, sommando quanto portato dai due genitori, un cane 11 se accoppiato con un cane 5 non produrrebbe epilessia, ma due cani 11 invece si!

 

A complicare ulteriormente la situazione, la possibilità di riprodurre un cane senza sapere che esso ha già prodotto cuccioli epilettici (in uno studio condotto su 96 razze dall'University of Minnesota, il 65% dei casi di epilessia primaria avviene tra il primo ed il quinto anno di età del cane (Ned Patterson D.V.M.)).

 

La prima fitta epilettica di natura idiopatica avviene tra il primo e quinto anno di età (Paddel, 1996; Thomas 2003); oppure tra sei mesi e cinque anni di età (Cunningham, 1971; Oliver et al.1997).

 

E' evidente come in perfetta buona fede l'allevatore possa utilizzare un cane ritenendolo idoneo, quando idoneo non sarebbe.

 

Invitiamo tutti i proprietari di Border Collie a visitare il sito www.bordercolliepilessia.com e a completare sempre più il database fornendo le informazioni relative ai cani malati che si posseggono o sono stati posseduti in passato.

SORDITA'

Casi di sordità congenita sono riscontrabili nel border collie, pur non trattandosi di una delle razze maggiormente colpite.

 

In Gran Bretagna è ancora piuttosto ridotto, ma in aumento, il numero degli allevatori che sottopongono i propri cuccioli alla valutazione dei potenziali evocati uditivi (Brainstem Auditory Evoked Response, BAER), che permette di individuare la sordità nei cani fin dalla quinta settimana di età. La sordità neurosensoriale monolaterale o bilaterale è la conseguenza della degenerazione di alcune cellule recettoriali che si può verificare fra la terza e la quarta settimana di vita. In Italia è operativo un programma di prevenzione per le razze più colpite: questo consente la diagnosi precoce sui cuccioli e sarà presumibilmente adottato anche dagli allevatori di border collie nel momento in cui il numero dei casi segnalati dovesse diventare rilevante. Diagnosticare la sordità congenita soltanto osservando il comportamento del cane in presenza di stimoli uditivi ha un valore piuttosto limitato, particolarmente nel caso in cui si trattasse di sordità monolaterale.

 

La modalità di trasmissione genetica non è stata studiata nel border collie: un gene autosomico recessivo sembrerebbe implicato nel caso di bull terrier, dobermann, rottweiler e pointer, razze nelle quali è per lo più associata ai fenotipi "mantello bianco" e/o "eterocromia dell'iride". In particolare la sordità congenita è una delle anomalie patologiche associate al gene merle allo stato omozigote.

 

Abbiamo già visto come l'individuo merle sia genotipicamente un eterozigote Mm. Allo stato omozigote mm il mantello è quasi completamente bianco, l'iride ed il tappeto lucido depigmentati e il cane il più delle volte è sordo, cieco e sterile. Naturalmente la nascita di questi soggetti deve essere evitata impedendo l'accoppiamento di soggetti merle fra di loro.

 

 

Testo tratto ed adattato da "Il Libro del Border Collie" - F. Balducci - Ed. Ediemme - 2007

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